La Roma-Ostia…da lontano

di Francesca Magliocca

Pubblichiamo di seguito un commento particolare sulla Roma Ostia vista da lontano, ossia con gli occhi di Francesca, moglie del nostro atleta Pasquale Angelini. Buona Lettura

La mia Roma Ostia … cosi’ … da lontano, con gli occhi dello spettatore coinvolto.

L’iscrizione alla mezza maratona più importante del Bel Paese, si sa, avviene sempre a distanza di un paio di mesi dalla partenza, da quella griglia che si conquista con allenamenti quotidiani, settimanali…. tra lunghi percorsi e faticose ripetute. Ogni anno la stessa sensazione, gli stessi discorsi: “si….preparo la Roma Ostia, ma la gara e’ a Marzo, manca molto..” ed, invece, ecco febbraio, ed ecco che l’organizzazione ai fini della partenza comincia a prendere forma, le prime ansie, le prime aspettative, le prime smentite su pronostici e tempi da monitorare. Tutti con la voglia di chiuderla, nessuno senza un obiettivo da raggiungere. Il 28 Febbraio arriva e tra gate e cinture da allacciare la Capitale attende i 7 atalassini, che tra un bagaglio e l’altro portano il cuore coperto da una maglia che sentono essere quella della amicizia, della lealtà e della sana competizione, ancorché essere quella che Domenico indossava per l’ultima volta. In tutto ciò vivo, questa gara, da comparsa non da protagonista; mi siedo dietro le quinte e tra un messaggio ed una chiamata riesco a respirare la tensione del sabato pomeriggio; metto da parte la solitudine del weekend senza mio marito e comincio a far cristallizzare in lui la voglia di correre tra sogni e pensieri che lo riportino indietro nel tempo, quando, suo padre, fiero ed orgoglioso di lui lo affiancava con la bici nei suoi lunghi estenuanti percorsi; faccio centro, lo sento pronto, attento e con la voglia di correre quei km con gli occhi di un bambino… con gli occhi di suo figlio. Cerco di captare le sensazioni della mia amica Raffà e comprendo e intuisco che la sua ” solitudine” pre-gara cominciava a prendere il sopravvento… cosi’, in punta di piedi, cerco di accarezzarle i pensieri nella consapevolezza di averla distratta anche per un solo secondo….Intuisco, altresì, la sicurezza che in questi mesi l’oramai noto ” Coach Giugno” trasmette a mio a marito ed ai suoi compagni, cosi’da tranquillizzarmi. Ricevo i saluti dalla affiatata coppia Pignatelli, sempre attenta e premurosa nei confronti di Pasquale e saluto Ignazio che tra una bevuta di latte e una barretta si preparava a sfidare la via, senza una preziosa presenza quella dell’Ill.mo Presidente Ippolito. La domenica mattina al telefono avverto l’aria frizzante, quasi fossi li’ e nonostante la tensione che sentivo mia, con molta’ serenita’ davo l’in bocca al lupo a Pasquale ed alla squadra.. certa di ritrovarli di li’ a poco, tra lacrime e soddisfazioni…faccio finta di non pensarci, ammazzo il tempo e le ansie ed alle 11 sento un brivido, quasi fossi giunta io all’arrivo, squilla il cellulare .. la medaglia era al collo di tutti….anche quest’anno l’Atalas c’era.. con le gambe,con i piedi, con la testa…c’era con il cuore, c’era con Domenico.

Francesca Magliocca

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