Festa dell’atletica: l’ATALAS c’e’!

di Raffaella Caiolo

Si è svolta sabato 7 Febbraio la tradizionale festa dell’atletica brindisina, nell’accogliente cornice della sala polivalente che il Comune di San Pancrazio Salentino ha gentilmente concesso.

In un’atmosfera davvero carica di grande emozione hanno sfilato autorità, regionali e provinciali, atleti e dirigenti che per meriti sportivi e non si sono particolarmente distinti, cogliendo riconoscimenti ed il dovuto plauso di tutta la platea.

La serata, introdotta dalle parole del presidente della Fidal Brindisi Michele Cuoco, ha voluto rappresentare in maniera unanime un omaggio alla regina di tutti gli sport:l’atletica cui si dedica sempre poca attenzione da parte del mondo sportivo, dei social e della società più in generale.

Una celebrazione, quindi, di uno sport che deve prepotentemente ritornare ad occupare la giusta posizione ed il giusto peso che deve educare e formare allo star bene ed al volersi bene.

L’atletica come “poesia”, come un modo che non censura niente, non evita niente:attraversa la sconfitta come la vittoria, va incontro alla gioia ed al dolore, si prende su di sé il carico di una vasta gamma di emozioni.

La bellezza della condivisione, quindi, consente a ciascun intervenuto di vivere pienamente le gioie ed i traguardi di “pochi”; soddisfazioni personali che si miscelano opportunamente con l’essere squadra.

E così sfilano ragazzi dagli occhi emozionati, volti fieri ed a tratti intimoriti dall’esser protagonisti; ragazzi e ragazze poco inclini allo stare su un palcoscenico, ma tremendamente fermi nel sacrificarsi e nello spendersi.

A loro si uniscono dirigenti, allenatori e genitori che costantemente li seguono, li incoraggiano, li rincuorano e li riportano alla realtà: punti fermi in una vita oltremodo irrequieta ed in continua evoluzione che nasconde insidie,ma che se coscientemente vissuta sa regalare emozioni belle e sincere.

E poi i master… uomini e donne che si rifugiano nel sudore e nel sacrificio quotidiano quasi a voler evadere dalla solita routine, alla ricerca di emozioni non ancora vissute, di sensazioni che regalano piccole gioie e piccoli momenti di doveroso egoismo.

Uomini e donne che cercano di forzare il limite delle proprie possibilità, o di andare più in fondo nella conoscenza del proprio corpo e della propria mente, tessendo la loro rete di parole e dicendo tutto ciò che c’è da dire.

L’Atalas, in tutto questo, c’è! Caiolo, Politi, Sava, ecco la triade dei premiati. Atleti che nel “Circuito le vie del Brento” si sono piazzati rispettivamente al primo, al terzo ed al secondo posto nelle rispettive categorie, facendo risuonare il nome Atalas ancora una volta.

Un riconoscimento, il loro, che deve passare inevitabilmente per l’impegno individuale, la perseveranza e la tenacia mai venute meno.

Un riconoscimento frutto dell’umiltà e della consapevolezza dei propri limiti.

Un riconoscimento che non può non passare, anche, per il continuo sostegno ricevuto dai propri compagni di squadra.

Compagni che hanno saputo trascinare, guidare e sostenere anche nei momenti di difficoltà, facendo dell’Atalas non solo un insieme di individui e personalità, ma ancora di più un insieme di emozioni belle e meritevoli di essere vissute.

Un traguardo, quello dei tre atalassini, che è un traguardo dell’intera squadra e che stabilisce ancora una volta la voglia di esserci, di sudare e di spendersi non per agonismo,ma per la bellezza del condividere una passione comune che edifica mondi.

Non può esserci squadra senza che nessuno ne faccia parte con il proprio universo, all’interno del quale ciascuno è libero di inserire i propri valori, le proprie interpretazioni, i propri significati.

La bellezza e l’intensità di attimi di come questi riempiono di orgoglio per quanto fatto, incoraggiano per quanto dovrà farsi e liberano emozioni nascoste.

Raffaella Caiolo

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