Un anno di ATALAS

di Raffaella Caiolo

Pensare a come descrivere l’anno appena trascorso con la grande famiglia Atalas non è così facile come si possa credere, e neanche così scontato, poiché sono molti gli spunti di riflessione su cui catalizzare l’attenzione.

L’anno che si è chiuso è stato bello, emozionante, intenso, innovativo, ricco di tante soddisfazioni. Trovare un gruppo con tale ricchezza d’animo non è occasione che capita molto spesso nella vita.

Basta che ognuno guardi al proprio quotidiano per avere consapevolezza di come tanta gente capiti sul proprio cammino, ma solo parte di essa ne diviene pienamente parte, restandoci  e segnando.

Resta chi con uno sguardo  riesce a comprendere difficoltà più o meno grandi e chi riesce a leggere i silenzi altrui, con profonda ed inusuale sensibilità.

Resta chi con una pacca sulla spalla riesce a comunicare molto più che con le parole.

Resta chi in un saluto racchiude affetto sincero e stima incondizionata.

Resta chi con modestia ed umiltà trasmette passione, coinvolge, travolge ed insegna.

Resta chi con spontaneità disarmante strappa sorridi e chi con semplicità sconvolgente insegna a sorridere alla vita.

Resta chi con dolcezza allieta i momenti vissuti assieme.

Resta chi, pur non avendo pretese e smanie di protagonismo, in silenzio accompagna, sorregge e aspetta il proprio momento.

Un anno davvero intenso, in cui fatica e stanchezza non sono mancate, ma che hanno lasciato il passo  alle soddisfazioni comuni ed individuali, sportive e non.

Fatica e sudore, misti ad un mix di puro divertimento e determinazione, hanno accompagnato il cammino di ciascun atalassino. Gli obiettivi da perseguire sono stati a loro modo importanti e tutti degni di nota.

La fatica mentale e fisica, padrona incontrastata di alcuni momenti, ha dovuto  a sua volta rassegnarsi dinnanzi all’orgoglio e alla fierezza dell’ennesimo traguardo raggiunto e la Roma-Ostia in questo insegna!

Esperienza, quella romana, significativa, in cui ciascuno ha inseguito e conseguito il proprio personale traguardo, le proprie intime ambizioni, lasciando poco spazio a delusioni e rammarichi. Un traguardo tagliato con ardente fierezza sportiva ed umana umiltà.

Chilometri che hanno rappresentato un passo in più verso il riconoscimento dei propri limiti; preziosi momenti che hanno arricchito le singole vite.

La Roma-Ostia: fatica, sudore, condivisione ed orgoglio.

Ogni gara ha rappresentato un traguardo ed una nuova partenza. Esserci, vivere i dovuti rituali, carpire emozioni e sensazioni dei chilometri da percorrere e di chi con te li ha condivisi, momenti tutti importanti e che non restano sono nella memoria. Si vivono anche dopo e strappano sorrisi su ciò che è stato, liberano sospiri su quanto poteva essere. Prima e dopo: ansie e concretezza che convergono nella condivisione totalitaria  a sua volta patrimonio di tutti.

Non solo un gruppo di atleti, ma ancor di più un gruppo capace di ritrovarsi nella Stranormanna, la creatura dell’Atalas. Evento che genera ricordi e che raccoglie il meglio di ciascuno per guardare al futuro.

La Stranormanna , la “figlia” dell’Atalas, attorno alla quale si aggregano uomini e donne sospinti da quella purezza d’animo che riesce a far breccia nella fredda,  ed a volte distratta, routine quotidiana che la società d’oggi impone.

Un momento in cui l’Atalas si spoglia della divisa ufficiale, per vestire i panni propri di una famiglia, all’interno della quale ogni individuo ha importanza e rilevanza. Evento, la Stranormanna, che racchiude l’essenza pura dell’essere atleti appassionati ed appassionati uomini  che abbraccia e scalda i cuori.

La Stranormanna che fa incontrare mondi, anime e cuori; incrocia sguardi e crea complicità. Non una semplice gara, ma occasione per celebrare e ricordare chi guida e supporta… Domenico: amico e compagno di squadra.

Le emozioni vissute con la Stranormanna, indiscutibilmente segnano e si radicano in noi. Aiutano la squadra a continuare  lungo questo cammino ed  alimentano la fiamma della comune passione.

Un anno di Atalas… in cui ciascuno ha vissuto il suo viaggio personale.

Ora ci si ferma per un attimo … si guarda  a dove eravamo e dove siamo ora, come eravamo e come siamo. Riscriviamo la nostra storia tra pensieri che affollano la mente, aspettative diverse e desideri forti da realizzarsi, coscienti che guardando alla bellezza dell’oggi, si possa doverosamente pensare alla bellezza del domani.

A tutti un sentito grazie per un anno di Atalas che resta nel cuore e nella mente.

Come sempre…ciao DOMENICO!

Raffaella CAIOLO

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