La Maratona delle Cattedrali – Trani

di Marco Liuzzi e Antonio Giugno

Notizie dall’interno, Maratona e Mezza delle Cattedrali 2014. L’occasione è storica, in più sensi. Un senso in cui quest’occasione è storica, è l’evento in sè: la prima edizione di una maratona (con gare sulla distanze della mezza e 10 km incluse) tra le più belle cattedrali di Puglia. Il secondo aspetto storico è rappresentato dalla splendida cornice della gara, le cattedrali di Trani, Molfetta, Bisceglie e Giovinazzo, in splendido stile Romanico-Pugliese, affacciate sul mare (o nelle immediate vicinanze).

La storia chiama e l’Atalas risponde. La pattuglia atalassina sceglie la prima edizione di una suggestiva maratona quale palcoscenico per le proprie imprese podistiche. La costa pugliese, che fu teatro di commerci e scambi culturali tra oriente e occidente, risorge a nuovi fasti percorsa questa volta da legioni di pacifici podisti ognuno in cerca della propria personale impresa: primo, arrivare al traguardo, correndo, camminando o strisciando; secondo, farlo il prima possibile. La maratona viene associata ad altre gare, una Mezza maratona ed una 10 km, il che aiuta a mettere d’accordo tutti gli atalassini.

Ben 7 atalassini si ritrovano il 20 Dicembre sera a Giovinazzo, arrivati in tempi diversi e seguendo strade diverse. Dopo uno spartano pasta-party, ed un ultimo allenamento (lunga camminata in cerca di una pizzeria con posti disponibili), i nostri eroi – ognuno con i propri dubbi e speranze – si ritirano nella propria stanza, e nel proprio letto.

La mattina si presenta inizialmente tersa e soleggiata, ma verso il mare si intuisce, tra le nuvole cariche di pioggia che si scorgono in lontananza, un possibile cambiamento di umore: sarà un dì di disfatta, da dimenticare in fretta, o un mane glorioso, da raccontare agli amici nei giorni che verranno?

I primi due atalassini, gli iscritti alla maratona, si avviano per primi verso la partenza, presso la splendida cattedrale di Trani, distante svariati km, utilizzando l’autobus messo a disposizione dall’organizzazione. Gli altri si avvieranno con più calma, verso il sito della partenza della mezza, a Bisceglie.

Gli impavidi maratoneti, ispirati dall’apparente splendida giornata, parlano tra loro baldanzosi, pianificando ritmi e strategie. Nelle parole si sente il rispetto dovuto alla massima distanza olimpica, ma i toni si fanno sempre più ottimisti, ed i piani ed i ritmi si aggiornano seguendo l’umore. I nostri eroi non sanno ancora che sono come i musicisti del Titanic, che allegramente suonavano mentre la nave colava a picco.

La partenza è ritardata di 10 minuti a causa di una macchina da rimuovere.

Lo sparo, si parte. I primi 10 chilometri si svolgono tra i vari quartieri di Trani, fino a passare nuovamente presso la splendida cattedrale, una sorta di parata, prima di prendere – decisi – la direzione verso sud.

Dopo Trani si passa per Bisceglie, anche qui si omaggia la splendida cattedrale, si prosegue poi per Molfetta – e qui ancora le gambe girano. Ma 42 chilometri sono lunghi, troppo lunghi, non c’è un percorso da seguire, solo la strada, e le indicazioni, quando ci sono. La mente ha tempo per vagare, adesso mentre le gambe macinano strada. I chilometri passano lenti, troppo lenti. Al trentesimo chilometro si iniziano a sentire le avvisaglie delle difficoltà in agguato, le gambe si induriscono, il ritmo rallenta di qualche secondo al chilometro. Ancora si spera di fare il tempo. Dal trentatreesimo al trentaseiesimo l’ecatombe. Il ritmo non rallenta, si ferma. Le gambe sono adesso appendici di legno, indipendenti dalla mente, con una volontà propria. Finalmente, dopo alcuni chilometri di sofferenza, si arriva a Giovinazzo, ma mancano ancora due chilometri, bisogna girare il centro storico (per altro bello, molto bello, ma dopo 40 km si odia ogni “chianca” che rimane da calpestare). Dopo quest’ultima ordalia si giunge in piazza. L’arrivo è a 200 metri, gli atleti, ognuno con il peso della propria personale sofferenza ondeggiano, ancheggiano, sfruttano qualsiasi movimento dei muscoli che ancora rispondono per mantenere l’andatura, sembra una moviola, tutto rallentato, tutto quasi fermo.

Poi l’arrivo. E’ finita.

Gli organizzatori capiscono la sofferenza e organizzano delle anime buone che ti aiutano a togliere il chip dalla scarpa, azione assolutamente impossibile per chi abbia completato i 42,2 km. Poi mandano gli atleti al lazzaretto per il ristoro. Sembra una scena dantesca, una teoria di facce devastate, ma – adesso – soddisfatte. Ce l’abbiamo fatta!

La mezza Maratona.

Mentre i nostri due maratoneti erano gia’ in quel di Trani, il gruppo di mezzi-maratoneti si accingeva a raggiungere Bisceglie grazie al pullman messo a disposizione dall’organizzazione. Momenti di silenzio, concentrazione, battute per spezzare quella sottile tensione che caratterizza impegni di questa portata.

Si giunge a Bisceglie con circa 45 minuti di anticipo rispetto alla partenza prevista per le 11:00, tempo che viene ingannato dal cambio di divisa, uno snack a base di fruttosio e qualche esibizione di gruppi locali per intrattenere gli atleti. Si decide di iniziare il riscaldamento mentre da lontano le stesse nubi cariche di pioggia – che gia’ spaventavano i maratoneti – si affacciano a Bisceglie.

L’organizzazione decide quindi di anticipare la partenza di qualche minuto vista la situazione, non pochi problemi caratterizzano questi attimi tra vento e pioggia che rendono pericoloso l’arco di partenza ed i lunghi ed interminabili minuti sotto la pioggia prima dello start. L’audio dello speaker non si ode ormai piu’, tutti reclamano una partenza imminente visto il freddo ed il vento, sino a quando con un cenno di mano egli da il via alla mezza maratona.

Gia’ ai primi passi il forte dubbio assale chi oggi cerca la prestazione, non essendoci tappeto per la rivelazione dei chip ne tantomeno personale impegnato al cronometraggio, chi si occupera’ di rilevare i tempi? Questo dubbio ci perseguitera’ sino al termine di questa lunga avventura……

Carlo “Jorge Lorenzo” Pignatelli parte davvero con un ritmo prossimo a quello di una 10k, tanto che Antonio “Valentino Rossi” Giugno e Luigi “Max Biaggi” Roberti si chiedono se egli sia realmente iscritto alla mezza o se abbia deciso di cambiare gara all’ultimo minuto….

Appena dietro, Raffaella Caiolo ed Ignazio Rosato prendono il via spalla a spalla per affrontare questa mezza maratona dopo aver dedicato gli ultimi due mesi alla preparazione, affrontando gli allenamenti non piu’ in maniera casuale ma seguendo un programma molto piu’ impegnativo. Anche per loro oggi la gara e’ importante per ottenere i riscontri cronometrici.

La gara si svolge sotto una pioggia non troppo fastidiosa, ma anzi quasi piacevole e perfetta per tenere la temperatura sotto controllo; unico neo le numerose pozzanghere che obbligano a passaggi di fortuna per preservare il piu’ possibile le scarpe. Il maltempo ha reso l’asfalto viscido, il vento ha fatto volare le indicazioni dei KM ed in molti punti il percorso non e’ presidiato rendendo quindi possibile il taglio attraverso le curve.

Solo pochi km sono trascorsi dallo start e Pignatelli e’ ormai gia’ lontano, un puntino verde a circa 600 metri davanti a Giugno e Roberti; quest’ultimo a sua volta, alla prima discesa riesce ad allungare di circa 200 metri nei confronti di Giugno ed i giochi sembrano ormai fatti.

I km scorrono tra pioggia, vento e l’incontro con gli altri maratoneti che nel frattempo vengono sorpassati dai mezzi-maratoneti; raggiungiamo Marco Liuzzi il quale ha come sempre il fiato per una battuta che mai guasta in qeusti momenti di fatica e tensione. Giugno aggancia nuovamente Roberti, entrami corrono affianco per i km successivi incontrando sul percorso altri atleti i quali riferiscono di voler concludere la distanza entro 1’28”circa….progetti ambiziosi….

Dopo i vari ottimi punti ristoro, i carbogel per reintegrare (come dice il Roberti “ a scartucciare “…..) ed il controllo del passo di gara sul garmin, si scorge da lontano Pignatelli. L’occasione e’ unica, il progetto ambizioso ma non provarci sarebbe motivo di continui rimpianti e sfotto’ nei giorni avvenire.

Ci si ricompatta, Pignatelli e’ ormai alla portata, Giugno insegue e Roberti controlla a poca distanza; mancano circa 5 km quando – dopo numerosi strappi in salita e sofferenza nelle gambe – un piccolo rettilineo offre l’occasione per riagganciare Pignatelli.

Valentino affianca quindi Lorenzo, egli esclama una frase affettuosa: E p……. a Giugno! Che tradotto significa: dai amico mio continua cosi’……Biaggi segue a distanza e controlla i due davanti.

Al 38^ km scorgiamo Capirex Politi, lo vediamo correre a testa china e con un’andatura che non promette niente di buone; lo esortiamo a stringere i denti ma a malapena risponde che sta soffrendo e che e’ “scoppiato”…avendolo infatti raggiunto cosi’ avanti nella distanza, avevamo purtroppo immaginato che avesse osato forse troppo.

Si affrontano gli ultimi 4 km circa, forse i peggiori di tutta la gara: dopo un ultimo tratto sul litorale, si entra nel centro storico di Giovinazzo su Sanpietrini viscidi ed insidiosi, davvero un pericolo per chi non ha ormai il pieno controllo e che costringe quindi gli atleti a rallentare per scongiurare la caduta. Giugno stacca leggermente Pignatelli il quale affronta questo tratto in maniera piu’ prudente; ultima inversione di marcia per affrontare l’ultimo km della gara, ottimo per riuscire a capire i reali distacchi.

Ormai le ultime forze devono essere tirate fuori in tutti i modi possibili, Giugno viene sorpassato da un atleta il quale mostra ancora forza sufficiente per terminare in scioltezza, ma Giugno non ci sta ed iniza l’inseguimento per non lasciarlo andare. Pignatelli appena dietro mentre Roberti ha ormai deciso di accontentarsi del 3^ gradino del podio.

Ultimo tratto prima del traguardo, Giugno affianca l’atleta in questione e sarebbe anche pronto a “sportellarlo” per rubargli la posizione, ma la sportivita’ (stupido!!!) prevale ed egli lascia la posizione poggiando sportivamente la mano sulla spalla dell’avversario in segno di pace…..Pignatelli accumula un breve ritardo mentre Roberti si affaccia appena dietro.

Cosí giungono all’arrivo gli atleti dell’Atalas impegnati nella Maratona.

Marco “Capirex” Politi, come ampiamente atteso, guida la (piccola) compagine di atalassini masochisti che hanno deciso di cimentarsi nella massima distanza olimpica, e chiude in 3:31:05 alla media di 05:00,1/km, (171° assoluto su 797 e 15° di categoria su 130). Per lui molti rimpianti sull’occasione persa. Dopo una brillantissima stagione che lo ha visto stabilire i suoi primati personali su varie distanze – ed in verità, vale la pena ricordarlo, migliora anche il suo personale nella maratona con questo risultato, pecca un po’ di presunzione e parte forte, forse più di quanto avrebbe dovuto, per poi cedere nel finale. Quando si cede in maratona, non lo si fa graziosamente, si cede di schianto e dolorosamente. Possiamo considerarlo un piccolo bagno di umiltà che certamente lo aiuterà a migliorare ancora.

Molto dopo, Marco “Vespino 50” Liuzzi, che chiude in 3:56:12 alla media di 05:35,8/km, (394° assoluto su 797 e 108° di categoria su 165). Gli ultimi lunghissimi avevano evidenziato che non era in forma maratona, ma ci ha provato lo stesso. Anche per lui un po’ di presunzione, ed un ritmo dei primi 33 km un po’ superiore alle sue possibilità. Anche per lui un finale doloroso, la maratona non perdona i presuntuosi.

Vale però la pena di ricordare che chiudere una maratona è già in sé un impresa, quindi, nonostante i risultati forse non in linea con le aspettative, un plauso ai due coraggiosi che si sono cimentati e sono comunque usciti a testa alta dall’ordalia dei 42 chilometri, che fiacca corpo e mente, chiudendoli dignitosamente.

Cosí invece giungono all’arrivo gli atleti dell’Atalas impegnati nella Mezza Maratona.

In testa una sorpresa, almeno per chi negli ultimi tempi non seguiva i loro allenamenti, un brillantissimo Antonio “Valentino Rossi del Podismo Brindisino” Giugno, chiude in 1:31:59 alla media di 04:21,6/km, (24° assoluto su 281 e 3° di categoria su 41). E qui ci sarebbero da scrivere volumi (o Gigabyte per chi – come chi scrive – usa strumenti digitali). Volume 1, la sportività: Giugno sportivamente lascia arrivare prima al traguardo l’atleta subito avanti a lui dopo averlo raggiunto in volata. Scoprirà poi che era il suo diretto pretendente al secondo posto di categoria, che quindi gli sfugge di davvero un soffio… Volume 2, le evidenze oggettive: alla conclusione della sua migliore gara dell’anno, Giugno scopre che il riscontro cronometrico è stato falsato da circa 600/700 metri in più registrati da tutti gli atleti. Come potrà gloriarsi di questo risultato, visto che “carta canta, villano dorme” e la carta registra un buono, ma non eccezionale 1:31:59? Volume 3, l’aderenza: il percorso di gara di giornata, dove il talento di Giugno si manifesta nel proprio splendore, non è il più adatto alla bisogna. Il risultato sarebbe senz’altro stato migliore con un percorso pianeggiante, senza passaggi negli stretti e tortuosi centri storici sulle scivolosissime “chianche” bagnate dalla pioggia.

Poco dopo l’ex Re: Carlo “Jorge Lorenzo” Pignatelli, che decide di abdicare al suo regale ruolo in questa occasione, e chiude in 1:32:34 alla media di 04:23,2/km, (26° assoluto su 281 e 9° di categoria su 43). Il Re (o ex tale) vacilla ma non molla e certamente darà battaglia come e più di prima per riprendersi il ruolo che gli spetta.

Poco dopo, sornione, arriva Luigi “Max Biaggi” Roberti, che chiude in 1:33:37 alla media di 04:26,2/km, (29° assoluto su 281 e 7° di categoria su 41). Scherza, finge di arrendersi agli amici/avversari, ma sta preparando un ritorno in grande stile alle posizioni di vertice. Forse aspetta che qualcuno metta in palio 10 euro?

Un ottima Raffaella Caiolo, chiude in 1:51:02 alla media di 05:15,7/km, (137° assoluto su 281 e 3° di categoria su 7). La nostra Raffaella, al termine della gara, si mostra insoddisfatta del risultato, ma le condizioni di gara non erano certo ideali per l’impresa. E’ comunque certo che Raffaella può fare meglio, e lo dimostrerà presto.

Un Ignazio Rosato, anche lui evidentemente non in perfetta forma, chiude in 1:52:29 alla media di 05:19,9/km, (152° assoluto su 281 e 25° di categoria su 41). Anche Ignazio può senz’altro fare (e ha fatto in passato) di meglio – vedi articolo sulla Roma-Ostia 2014. Lo aspettiamo prestissimo con tempi migliori!

Complimenti a tutti gli atleti!

Ciao Domenico! Sempre nei nostri cuori!

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