Trofeo delle due Torri, Torre Guaceto-Santa Sabina. Marina di Carovigno, 27 Luglio 2014

di Ignazio Rosato

Dopo le fatiche che ci hanno visto impegnati nell’ organizzazione e realizzazione della Stranormanna è giunto il tempo di tornare in gara e il Trofeo delle due Torri, classico appuntamento organizzato dagli amici della Podistica Carovigno, è l’occasione giusta per riassaporare le emozioni e i pensieri tipici degli appuntamenti agonistici e riaprire le sfide interne al gruppo, mentre per qualcuno è il (gradito) ritorno alla competizione dopo un prolungato periodo di stop.

“Le due Torri” – come viene comunemente chiamata – è una gara particolare, fuori dal comune e unica nel suo genere: il senso di attraversamento e di passaggio da un luogo ad un altro, che ci riportano all’impresa di Fidippide e alle origini del nostro sport; il percorso, un misto di sterrato-sabbia-asfalto, che non permette certo di ambire a tempi da record né tantomeno concede distrazioni, ma anzi concentrazione e livello di attenzione sempre alti e allo stesso tempo trasmette il fascino unico di correre immersi nella natura incontaminata; le condizioni climatiche, visto il periodo estivo (anche se quest’anno tutto sembra tranne che estate); e infine mettiamoci anche le condizioni fisiche, dato che siamo quasi alla fine di una lunga e intensa stagione di gare e allenamenti. Tutti ingredienti che se da un lato fanno aumentare paure e tensioni, dall’altro regalano motivazioni aggiuntive a quelle già tipiche di ogni competizione.

La squadra Atalas si presenta all’appuntamento quasi al gran completo: assenti di rilievo il Presidente, causa un fastidioso mal di schiena e Roberti, in “fermo biologico” per il periodo estivo, senza peraltro dimenticare gli altri atalassini convalescenti di lungo corso Julia, Sam e Maria a cui va un sentito incoraggiamento e in bocca al lupo di una pronta guarigione e per un glorioso rientro in gruppo. Un abbraccio anche a Domenico Iaia, assente a causa del lutto che ha colpito la sua famiglia in questi giorni.

Il meteo, se da un lato regala un cielo coperto e quindi senza caldo asfissiante sole battente, dall’altro porta in dote un forte vento di tramontana che preoccupa non poco gli atleti in vista dell’attraversamento dei punti più esposti; addirittura nelle ore precedenti la partenza si preannuncia anche la pioggia, che se dovesse davvero arrivare trasformerebbe la cronaca  della gara in una impresa eroica….

Il gruppo si ritrova a spezzoni in quel di Santa Sabina: chi da San Vito, chi dalla vicina Specchiolla, chi da Brindisi, ma alla fine ci ritroviamo come da tradizione uniti e compatti al ritiro pettorali e pacco gara: occhi curiosi scrutano dentro la sacca rossa loggata “Due Torri” per scoprire gli omaggi di giornata, quasi a voler stemperare la tensione che piano piano col passare dei minuti cresce.

Tipiche operazioni di “spillaggio” pettorali, sistemazione del chip, e via pronti per salire sui bus che ci porteranno nella riserva marina di Torre Guaceto.

Giunti ai piedi della Torre Aragonese si ripetono anche qui gesti e riti oramai usuali, che danno un senso di sacralità, vista anche la particolarità del luogo, ai minuti che ci separano dallo start.

Il mare che abbraccia questo lembo di terra, i suoi colori e i suoi suoni che sembrano spingerci ad andare oltre, oltre lo spirito agonistico, oltre la competizione, forse anche oltre i nostri limiti; è quasi una sfida tra l’uomo e la natura, tra l’istinto di sopravvivenza del primo e la forza dirompente e inarrestabile della seconda. Ma non c’è più tempo per questi pensieri onirici e un po’ ancestrali, la gara è già partita, e allora via, la sfida ha inizio…

I primi metri sono i più difficili da affrontare, lo sterrato impervio e sconnesso e il gruppo ancora compatto sono pericolose insidie da superare indenni, perciò massima attenzione; un breve tratto di asfalto nei pressi di Penna Grossa e poi si ricomincia tra sabbia, ancora sterrato e tratti di leggera scogliera, prima di entrare a Specchiolla. Ed è proprio qui che ad attenderci c’è il nemico più temuto, la tramontana che con le sue folate sembra voler respingere se non addirittura fermare la nostra avanzata; ed invece incitati dai tanti spettatori dissipati sul lungomare la corsa va avanti, inesorabile, in un moto perpetuo che magari può rallentare, ma che nulla può fermare.

Sconfitto il vento si prosegue diretti verso Pantanagianni, protetti dalle dune e dalla macchia mediterranea che, forse mossi da un sentimento di pietà verso le fatiche umane, sembrano essersi alleate a nostro favore, e che ci accompagnano fino all’ingresso di Santa Sabina laddove, una volta lasciati alle spalle la spiaggia e il mare ci attendono 2 ali di folla festanti e pronti ad spingere con il proprio tifo e sostegno tutti gli atleti al passaggio. Ed è così che l’ingresso sul rettilineo finale con l’arco di arrivo in vista e l’altra Torre sullo sfondo è qualcosa di unico, capace di mettere i brividi nonostante la fatica dei 12 km percorsi e le ali per affrontare in scioltezza lo sprint finale.

Oltrepassato il tappeto rosso del traguardo cerco subito gli occhi dei miei compagni di squadra già arrivati mentre ritornano alla mente quei pensieri che mi avevano accompagnato prima di partire ma questa volta con la sensazione di aver vinto la sfida, anche con me stesso: “Anche questa è fatta!” sono le prime parole dopo aver ripreso fiato; medaglia ricordo al collo, un paio di fette di anguria al punto ristoro, ed in ultimo, solo in ultimo, guardo il cronometro, a dimostrazione del fatto che oggi il tempo era l’ultimo dei miei pensieri.

Dopo tanta fatica la serata non poteva che concludersi tutti insieme atleti e famiglie –  presente anche il Presidente con la sua signora – in riva al mare gustando una buonissima pizza accompagnata dal “dorato nettare degli dei” (birra n.d.r.) e dulcis in fundo (è il caso di dirlo), con la strepitosa e ottima torta a tema preparata da Raffaella,  dandoci infine appuntamento tutti (o quasi… ) sabato prossimo 2 agosto a San Pancrazio!

Questo è stato il mio battesimo alla “Due Torri”.

Così son giunti gli Atalassini al traguardo:

–       Francavilla Stefano, 43° assoluto e 9° di categoria in 49’26” : si conferma lorrè dei mesi estivi e difficilmente potrà essere scalzato via dal trono…

–       Politi Marco, 60° assoluto e 6° di categoria in 50’49” : oramai è diventato inarrestabile, una vera forza della natura, ha tratti fa anche paura…

–       Pignatelli Carlo, 90° assoluto e 22° di categoria in 52’”55 : corre senza aspettative e senza particolari ambizioni, anzi quando poco prima della partenza azzarda a proporre di farla tutti in gruppo e arrivare insieme, a qualcuno viene il dubbio che sia impazzito, ma tant’è; dopo una stagione da protagonista assoluto e da lorrè incontrastato una giornata di relax ci sta…

–       Liuzzi Marco, 204° assoluto e 58° di categoria in 58’09”: il buon vespino non si smentisce e non tradisce mai le aspettative, un premio alla costanza …

–       Angelini Pasquale, 257° assoluto e 57° di categoria in 10h00’52” : una nota di merito all’Avvocato, il quale nonostante tutto non ha voluto assolutamente mancare a questo appuntamento programmato e preparato da tempo; anzi alla fine ha avuto anche da recriminare per aver perso tempo causa lacci delle scarpe annodati male …

–       Giugno Antonio, 259° assoluto e 35° di categoria in 1h00’53” : applauso grandissimo per il suo rientro in gara, in questi mesi la sua assenza in gruppo si è fatta sentire, anche se non ha mai fatto mancare il suo apporto e il suo sostegno alla causa atalassina …

–       Caiolo Raffaella, 263° assoluta e 5° di categoria in 1h01’16” : anche la punta di diamante in rosa dell’Atalas non tradisce le aspettative, sebbene anche lei affrontasse la “Due Torri” per la prima volta, e quindi con un po’ di timore e con una tensione particolare, ma lei è una dura a mollare…

–       Rosato Ignazio, 304° assoluto e 40° di categoria in 1h04’11” : nonostante la sciatalgia e i pochi allenamenti in settimana, l’ho chiusa dignitosamente sulle mie gambe …

–       Sava Daniela, 327° assoluta e 2° di categoria in 1h06’17” : l’unica atalassina in premiazione oggi, si conferma anche ottima p.r.; la sensazione è che con un po’ di concentrazione in più potrebbe anche andare più forte….

–       Prete Giusy, 328° assoluta e 12° di categoria in 1h06’17” : bravissima anche lei alla sua prima “Due Torri” e saggia anche nella preparazione della gara (ha provato il percorso pochi giorni prima) e nella gestione tattica: segue Daniela, consapevole che un con un treno così il traguardo è assicurato …

–       Leo Carlo, 362° assoluto e 72° di categoria in 1h10’38” : un altro battesimo del fuoco: si difende bene e onora al meglio la gara …

CIAO DOMENICO

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