Mezza Maratona Roma-Ostia 2 Marzo 2014

di Antonio Giugno

Un fiume di emozioni, di ricordi, di pensieri positivi ed immagini colorate si susseguono ripetutamente durante questi giorni appena trascorsi dopo la stupenda esperienza della mezza maratona Roma Ostia 2014, giunta alla sua 40^ edizione.

Un viaggio memorabile ed emotivamente importante sotto tanti punti di vista, primo fra tutti il ricordo vivo ed intenso di Domenico Loparco, il nostro meraviglioso atleta scomparso tragicamente poco più di un anno fa’, conosciuto proprio durante questa manifestazione nel 2012.

L’Atalas da allora e’ cambiata, nuovi membri sono entrati a farne parte portando una voglia di fare ed emozioni diverse che forse erano un po’ passate in secondo piano, per lasciare spazio all’aspetto più agonistico del podismo.

L’Atalas di oggi e’ fatta di condivisione, di spirito di gruppo, di momenti assieme anche (e sopratutto..) attorno ad una tavola, di rispetto e di tanta voglia di fare squadra.

Aver organizzato un viaggio di tale entità coinvolgendo ben 10 Atalassini ed in parte anche le famiglie, ha avuto un significato non trascurabile; ha reintrodotto nuovi stimoli a favore di chi – forse – ne aveva un po’ persi strada facendo.

Per chi non aveva ancora idea di cosa fosse davvero l’Atalas, beh ne ha avuto una prova unica!

Questo viaggio ha significato condividere la lunga preparazione invernale tutti assieme, combattere la stanchezza dovuta ai tanti chilometri e gli inevitabili infortuni di percorso, curare i malanni stagionali, superare i momenti si e quelli no, affrontare le gare di preparazione sino agli ultimi nervosi preparativi pre-partenza.

Ci perdoneranno tutti gli altri Atalassini i quali non hanno preso parte alla gara, per tutto il traffico generato su Whatsapp durante i giorni antecedenti il viaggio…. ma e’ stato davvero un toccasana riuscire a condividere ogni singolo minuto dei preparativi tutti assieme!

Aver ritrovato questa voglia di fare ha fatto si che il ricordo vivissimo di Domenico non potesse essere da meno in questo viaggio, motivo per cui abbiamo deciso di correre con lui la mezza Maratona portando tutti sul petto il suo nome.

Non tutti conoscevano Domenico, lui era di San Vito dei Normanni ed e’ stato accolto in casa Atalas proprio da un atleta e fondatore della società – Samuel Cassista – il quale decantava sempre le caratteristiche fisiche e prestative di Domenico prima ancora che noi lo conoscessimo.

Proprio in occasione della Roma-Ostia 2012 lui ci raggiunse da Milano, città nella quale viveva per motivi lavorativi; passo’ il Sabato con noi per poi correre la mezza maratona con i colori dell’ Atalas.

Durante quel periodo era già in piedi la sfida moto-podistica dai toni “ironi-comici”, seguita puntualmente dalla tanto attesa rubrica “la sfida MotoGP” sul nostro portale Mondoatalas.

La sfida storica ha sempre visto il gruppo Roberti-Pignatelli-Giugno-Politi-Liuzzi avvicendarsi gara dopo gara, articolo dopo articolo, attirando sempre più la curiosità dei lettori, scalpitanti nell’attesa dell’articolo per conoscere l’esito delle gare ed il conseguente vincitore della sfida Domenicale.

Durante quella edizione 2012, Luigi Roberti godeva di una stato ottimo di preparazione ed era il favorito della gara, Carlo Pignatelli aveva scelto di correre ugualmente anche se colpito da una pubalgia; io e Samuel Cassista riprendevamo a correre dopo un lungo periodo di infortunio ed avevamo una media in gara di poco inferiore ai 5”/Km.

Presero parte a quella edizione anche il nostro presidente Tonino Ippolito ed Ignazio Rosato, portando cosi’ a quota 7 gli Atalassini presenti al via.

Durante questa 40^ edizione quindi Domenico non poteva non farne parte; tutti gli Atalassini iscritti a questa splendida manifestazione quindi, hanno indossato sul petto una bandierina a lui dedicata con su scritto “Ciao Domenico”, affiancata ad un cuore.

Nel 2012 prendemmo il via tutti e tre affiancati – Io e Sam in quanto sapevamo orientativamente quali fossero le nostre aspettative di gara, mentre Domenico forse per rispetto verso il suo amico Sam….
Purtroppo per noi pero’ già al primo Km, avendo capito di avere a che fare con due ippopotami, ci disse educatamente: ragazzi, io provo ad alzare un po il ritmo….

Domenico spari’ tra la folla! Con la sua forza e la sua determinazione condusse la sua gara in solitario senza il bisogno di nessuno accanto, forse come da tempo aveva imparato a fare quando arrampicava le sue amate montagne.

Per questa edizione 2014 mi ero prefissato un obiettivo cronometrico, volevo migliorare il mio tempo ottenuto lo scorso anno a Lecce e raggiungere 1:30:00; ho cercato di fare tutto il possibile per raggiungerlo.
Purtroppo qualche malanno e qualche tipico doloretto dovuto al carico di lavoro mi hanno demotivato non poco durante quest’ultimo mese. Un paio di gare andate male e qualche disavventura di troppo….mi hanno fatto credere che ormai tutto fosse compromesso.

Ho quindi deciso di liberarmi dalle catene del GPS Garmin, questo fedele-maledetto compagno di allenamento che troppo spesso condiziona le prestazioni, in quanto si tende più a controllare il passo di gara che lasciarsi invece andare alle proprie sensazioni.

Ho corso con un semplice cronometro da polso, ho premuto il via allo start ed ho cercato di lasciare dietro di me tutti i pensieri negativi, le paure e le ansie che ormai avevano irrimediabilmente condizionato il mio approccio alla gara.

Giunti al 12^ km circa, dopo aver affrontato le due salite più temute della manifestazione, sapevo che il peggio era passato ma che al contrario – durante la restante parte di gara – dovevi provare a lasciarmi andare e dare tutto ciò’ che avevo conservato sino a quel momento.

Un pensiero che mi aveva perseguitato sino al 12^ km, ed era quello di dosare le energie, di provare a controllare per non rischiare di finire la “benzina” prima del tempo.

Poi un’ improvvisa scossa dal di dentro mi ha quasi risvegliato da quello stato di torpore che mi aveva accompagnato per quei 12 km, una voce mi ha detto: ma cosa stai aspettando? Questa e’ la gara tanto attesa, per questa giornata hai lavorato tanto, non ha senso risparmiarsi adesso, non ci sara’ un’altra occasione! E’ questa la Roma Ostia tanto attesa!

Ho cosi’ lasciato che le gambe andassero per conto loro, ho poggiato la mano sulla scritta “Ciao Domenico” e mi sono fidato di lui, delle sensazioni che l’andatura riusciva a restituirmi, sicuro del fatto che Domenico era li accanto a me a darmi forza!

Non ho mai più controllato neanche il cronometro se non al passaggio del 20^ chilometro, ho corso praticamente per 8 chilometri senza pensare a niente se non a quella 38^ edizione del 2012, cercando di immaginare dove fosse potuto essere Domenico in quello stesso attimo solo due anni prima.

Il 20^ km e’ passato, vedo la folla, un mare di gente che aspetta i propri cari, le gambe sono ormai dure e non reagiscono quasi più; allora capisci che l’unica forza che può spingerti e’ quella del cuore, non hai più ne energie ne la lucidità per coordinare i movimenti.

L’ultima curva, accenno ad un timido ultimo sprint con quel poco di fiato che ancora mi rimane, cerco tra la folla mia moglie ma non distinguo più ne persone ne cose tanto e’ grande la stanchezza, ma ormai e’ quasi fatta!

Vedo l’arco dell’arrivo, ultimi metri, mi sento prendere la mano sinistra ed e’ Luigi che la solleva per tagliare assieme questo meritatissimo traguardo, epilogo di duro lavoro, sofferenze ed ora tanta gioia!

Prendiamo fiato stremati dalla fatica, ci abbracciamo senza dirci niente e quell’abbraccio vale più di mille parole.

Mi guardo attorno, cerco tra gli atleti Domenico, vorrei tanto che lui fosse li a farmi i complimenti visto che due anni prima era arrivato dal nulla e ci aveva “schiacciati” con un prestigioso tempo di 1:32:00, mentre quest’anno lo avrei battuto con il mio 1:30:38..

Luigi due anni fa’ fermo’ il cronometro a 1:29:22, Carlo nonostante l’infortunio a 1:32:29 e Sam a 1:38:58; io realizzai un 1:37:00 che a quei tempi – visto il lungo periodo di infortunio – fu davvero una grande soddisfazione.

Ci avviamo a ritirare zaino, impermeabile e la meritatissima medaglia; penso che tu non sei tra noi ma questo stato di malinconia svanisce pochi minuti dopo quando finalmente abbraccio mia moglie che tanto ha sofferto con me durante questa preparazione; si perché i sacrifici non sono solo di chi corre ma anche di chi pazientemente attende a casa che tu finisca i tuoi allenamenti.

Obiettivo centrato, personal best abbassato – anche se di soli 13 secondi circa – risultato di una gara corsa interamente senza la schiavitù di un GPS, ma bensì’ solo con una grande forza d’animo e la convinzione che Domenico incoraggiava tutti da lassù.

Sapevo che prima o poi ci saremmo ritrovati, ed oggi Domenico abbiamo finalmente corso tutti assieme la Roma – Ostia, con te a farci compagnia dall’alto delle tue amate montagne.

Tutta l’ATALAS ti porterà’ per sempre nel cuore!

Ciao Domenico!

 

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