Il caduto di Seclì – 23 Febbraio 2014

di Marco Liuzzi

In una bella domenica di Febbraio si svolge la 18^ STRASECLI’ – Memorial “Christian ZIZZARI”, Gara Provinciale di 10 km, organizzata dalla ASD Atletica Salento Aradeo in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, la Pro Loco di Seclì e del comitato regionale FIDAL.

La gara, come detto, è di carattere provinciale, di km 10 circa (in realtà risulteranno circa 9,5 o 9,6 km), con partenza e arrivo in Piazza S. Paolo a Seclì. La gara, cosa ammirevole per una gara provinciale, prevede l’utilizzo del chip per la misurazione dei tempi.

Sette atalassini si ritrovano formare la carovana di auto in direzione di Seclì, e – perché no? – per un caffè (anche se qualcuno preferisce evitare). Durante questa pausa, avviene la cessione del generoso premio in danaro offerto per la ricerca scientifica (vedi post relativo) ad un incorruttibile arbitro, che provvederà poi a recapitarlo ad uno dei due soggetti in osservazione, nell’ambito dell’esperimento.

Dopo la traslazione dei nostri eroi podisti nel gallipolino, nelle vincinanze della partenza per la distribuzione dei pettorali, gli atleti si guardano in giro, quasi ad annusare l’aria, per cogliere segnali delle difficoltà da affrontare in gara. Alcuni atleti sono visibilmente tesi – come corde di violino – dopo una settimana non facile, tra chi è (ancora una volta!) alle prese con postumi di malattie di stagione, chi sente, insopportabile, il carico della sfida e chi si sente spaesato, essendosi dimenticato a casa il fedele cronometro con funzioni GPS (utile la tecnologia, ma come ci sentiamo persi quando ci abbandona…).

La partenza, comicamente, inizia con qualche minuto di ritardo a causa dell’erroneo posizionamento degli atleti, insolitamente rapidi nel prepararsi a partire, ma schierati nella direzione opposta a quella stabilita dagli organizzatori della gara. Risolto l’inconveniente – e dopo un minuto di silenzio in memoria di Christian ZIZZARI – si ode lo sparo: si parte. Il lungo e relativamente affollato serpentone si avvia per il percorso previsto, che dopo qualche centinaio di metri, si inoltra in strade davvero troppo strette e tortuose per ben accomodare tutti gli atleti intervenuti in gara.

In queste viuzze e stradine, il serpentone, che va via via (fortunatamente!) sgranandosi, effettua un giro che comprende sia un tratto nelle campagne nei dintorni di Seclì, sia un cervellotico percorso nell’interno della cittadina dell’entroterra gallipolino. A circa metà gara si ritorna nei pressi della partenza, per effettuare un secondo, giro, identico al primo.
Tutto sommato, il percorso risulta interessante, anche se non del tutto scorrevole, con dei ristori piazzati non lontano dalla zona della partenza, in cui si passa anche a metà percorso, con la distribuzione dell’acqua ben organizzata ed un ottimo presidio delle forze dell ordine. Un neo da segnalare: la mancata segnalazione dei chilometri, quasi come beffa perpetrata ai danni di chi ha dimenticato il cronometro GPS, e che quindi rimane ignaro dei chilometri percorsi in gara – situazione non facile da gestire.

Cosí giungono all’arrivo gli atleti dell’Atalas.

Primo atleta Atalas all’arrivo, (Udite! Udite!) uno splendido ed in palla Luigi “Max Biaggi” Roberti, che chiude in 0:39:20 alla media di 04:05,8/km, (81° assoluto su 414 e 24° di categoria su 73), che quindi si aggiudica il generossissimo premio in palio. Tutto il gotha della fisiologia sportiva si interroga su questo risultato: che sia stato il premio, offerto nell’ambito della sperimentazione scientifica di cui abbiamo accennato sopra, a stimolare la grande prestazione di Max Biaggi?

Poco dopo, un ottimo Antonio “Valentino Rossi” Giugno, chiude in 0:39:27 alla media di 04:06,6/km, (86° assoluto su 414 e 21° di categoria su 41). In realtà Valentino arriva dietro a Max Biaggi di pochi metri, ma purtroppo la storia ricorda solo i vincitori, e lui, quest’oggi verrà ricordato come il “caduto di Seclì”, nonostante l’ottima prestazione.

Carlo “Jorge Lorenzo” Pignatelli, chiude in 0:40:57 alla media di 04:15,9/km, (115° assoluto su 414 e 25° di categoria su 64). Sarà che per lui non c’erano generosi premi in palio, oppure sarà per via dei malessere di stagione – ma in questa gara Jorge ha lasciato i due giovani puledri scalpitanti (Max e Valentino), liberi di correre verso la vittoria con le briglie al vento.

Non molto dopo, Marco “Vespino 50” Liuzzi, chiude in 0:42:01 alla media di 04:22,6/km, (145° assoluto su 414 e 35° di categoria su 73), sempre fedele al suo motto (vado piano, ma prima o poi arrivo). Per lui, una prestazione senza infamia nè lode quest’oggi.

A seguire un pesante ritorno: Marco “Capirex” Politi. E’ vero: deve perdere qualche chilo, ma non ci riferivamo a questo nel definire questo ritorno “pesante”. Alla fine Marco arriva giustamente e meritatamente soddisfatto di una prestazione che inizia a fargli sentire il sapore delle ottime prestazioni di qualche anno fa. Il buon Capirex quest’oggi chiude in 0:44:29 alla media di 04:38,0/km, (228° assoluto su 414 e 34° di categoria su 67). Il ritorno è pesante, perché non troppi anni fa, il buon Capirex andava “agevolmente” sui tempi dei migliori di oggi.

Pochissimo dopo, arriva la bravissima Raffaella Maria Caiolo, che chiude in 0:45:16 alla media di 04:42,9/km, (252° assoluta su 414 e 3° di categoria su 7). Qui non sprechiamo gli aggettivi: quando definiamo “bravissima” la nostra quota rosa di quest’oggi, intendiamo qualificare come merita l’unica atleta Atalas che oggi riesce ad onorare la propria squadra andando in premiazione. Ma non finisce qui, la bravissima Raffaella anche oggi mette il suo multiforme talento al servizio della squadra portando una buonissima torta.

A chiudere, l’ottimo Ignazio Giuseppe Rosato, che chiude in 0:46:30 alla media di 04:50,6/km, (279° assoluto su 414 e 37° di categoria su 41) – ottima prestazione per lui. Ignazio, con raro senso del pudore, quest’oggi ci tiene a non risultare primo tra gli sbranatori di torte e ciambelle, e si limita ad un rapido assaggio della gradita torta di Raffaella.

Ciao Domenico!

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