VI MEZZA MARATONA DELLO JONIO, Gallipoli (LE)

di Marco Liuzzi

In una piovosa domenica di Febbraio si svolge la “VI MARATONINA DELLO JONIO”, Gara Nazionale di Mezza Maratona, organizzata dalla ASD Atletica Gallipoli con il patrocinio del Comune di Gallipoli e del comitato regionale FIDAL.

La gara, come detto, è di carattere nazionale, di km 21,097 circa, con partenza ed arrivo in P.zza Tellini, nel centro di Gallipoli. La gara prevede il l’utilizzo del chip per la misurazione dei tempi – ah, che piacere!

Sette atalassini si ritrovano nelle vicinanze della partenza per gli adempimenti burocratici di rito, la distribuzione dei pettorali ed il ritiro del pacco gara – un trittico di vini della zona. La pioggia, ed ancor di più il vento – comunque non teso – sono forieri delle difficoltà della gara.

Assenti, per motivi vari, alcuni degli atleti che avevano inizialmente pianificato di venire: un pensiero lo dedichiamo a Marco Politi, recentemente colpito da un lutto in famiglia, a lui il nostro abbraccio fraterno in questi giorni difficili.

Gli atleti sono tesi, dopo una settimana non facile, chi alle prese con postumi di malattie di stagione: tossi e bronchiti assortite. Qualcuno arriva dopo un po’ di pretattica (vengo – non vengo – ma si, vengo).

Dopo qualche esitazione di troppo – perfino il pallone che sovrasta la linea di partenza si sgonfia ad un certo punto – finalmente si ode lo sparo: si parte. Il lungo ed affollato (ma non troppo) serpentone si avvia per il percorso previsto, che dopo qualche centinaio di metri in un ampio viale, si avvia deciso verso il ponte che unisce il caratteristico centro storico di Gallipoli alla terraferma. Qui il serpentone, che va via via sgranandosi, effettua un giro completo dell’isoletta, per poi uscirne ed avviarsi verso il lungomare per un tratto di diversi chilometri, decisamente controvento. Il vento certo non aiuta gli atleti, ma non incide troppo sulle prestazioni. Dopo alcuni km, la massa degli inseguitori hanno l’insolito piacere di vedere i primi atleti sfrecciare in senso contrario – e qui si sente l’incitamento della massa verso i propri campioni. Dopo aver seguito il litorale per diversi chilometri si torna indietro seguendo la stessa strada, sulle tracce dei primi. Si torna infine al centro di Gallipoli verso il quattordicesimo chilometro, per poi eseguire un altro giro lungo il litorale – questa volta più corto. Questo tipo di percorso provoca, forse, qualche disagio ai primi, che devono condividere la strada, nel secondo giro, con gli ultimi ancora al primo giro, ma rende senz’altro la gara più interessante per gli inseguitori, che mentre lottano per la sopravvivenza lontano dalle zone di classifica importanti, possono seguire la lotta dei migliori.

Tutto sommato, il percorso risulta piacevole e scorrevole con un ristoro piazzato a metà percorso con la distribuzione dell’acqua ben organizzata ed un ottimo presidio delle forze dell ordine.

Così giungono all’arrivo gli atleti dell’Atalas.

L’ottimo ed inossidabile Carlo “Jorge Lorenzo” Pignatelli, chiude in in 1:28:26 alla media di 04:12/km, (77° assoluto su 608 e 15° di categoria su 134). Alla fine si rammaricherà di non essere andato sotto l’ora e ventotto minuti. Neanche i virus invernali riescono a fermarlo!

A seguire Luigi “Max Biaggi” Roberti, che chiude in 1:33:22 alla media di 04:26/km, (160° assoluto su 608 e 44° di categoria su 113). Anche lui aveva pianto miseria in settimana, lamentando malanni di stagione, che però, evidentemente, non l’hanno frenato più di tanto – anche se si sa che lui ha fatto e può fare molto meglio di così.

Dopo qualche minuto arriva Antonio “Valentino Rossi del podismo brindisino” Giugno, che chiude in 1:37:46 alla media di 04:38/km, (241° assoluto su 608 e 45° di categoria su 71). Tutti i pronostici della vigilia lo davano come il favorito, qualcuno si era perfino spinto a dire che avrebbe sopravanzato il buon Carlo, ma il destino cinico e baro ha deciso diversamente, facendolo soffrire di dolori, ehm, intestinali, durante tutta la gara. Qualcuno dice che oltre al destino (cinico e baro, come abbiamo detto), ci sia anche stato un malintenzionato che abbia anche versato guttalax nel suo caffè – ma noi giornalisti integerrimi non diamo credito a queste malignità e quindi non le pubblichiamo.

Poco dopo arriva Marco “Vespino 50” Liuzzi, che chiude in 1:39:22 alla media di 04:43/km, (279° assoluto su 608 e 71° di categoria su 113). C’è chi dice che sia stata la bronchite, c’è chi dice che siano state le scarpe, e c’è anche chi dice che sia stato proprio lui – sta di fatto che Vespino non riesce ad approfittare del guttalax, ehm, dei malesseri di Valentino e arriva a chiudere il gruppo.

Dopo un po’ si finalizza l’ottima prestazione di Raffaella Caiolo, che chiude con un ottimo 1:47:03 alla media di 05:04/km, (408° assoluta su 608 e 6° di categoria su 10). Per un pelo non va sul podio della categoria. Da segnalare che, tra un allenamento ed un altro, riesce a trovare il tempo per preparare e condividere con gli altri atalassini un buonissimo ciambellone! Considerati invitata a tutte le gare!

Non molto dopo arriva Ignazio Rosato, che chiude in 1:50:46 alla media di 05:15/km, (470° assoluto su 608 e 64° di categoria su 71). Sulle mezze maratone si difende bene, ma sul ciambellone è un grande. A lui il premio per il maggior numero di fette di ciambellone ingerite nel post-gara.

A chiudere, il professionista delle distanze: Emmanuel Maggi, che chiude in 1:55:23 alla media di 05:28/km, (516° assoluto su 608 e 107° di categoria su 113).

Ci piace firmare questo primo numero della rubrica con un saluto che riporteremo sempre in segno di profondo affetto, per ricordare colui con il quale, fino a qualche tempo fa, battagliavamo scherzosamente: Domenico “Ben Spies” Loparco.

Ciao Domenico!

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