Festa dell’Atletica 2013

di Raffaella Caiolo

“ La vita è come una pista ad 8 corsie: possiamo lasciarne 7 a tutti gli altri, ma dobbiamo lottare perché una corsia sia libera. Senza cultura del lavoro, dell’onestà e della verità non puoi costruire nulla di importante. Onore, reputazione, rispetto delle regole e degli altri: ecco i miei valori”.

Non solo parole, non solo un semplice pensiero, ma molto molto di più; una riflessione all’apparenza scontata che lascia poco spazio ad ulteriori approfondimenti, ma che riesce incredibilmente a far breccia in quei cuori abituati alla fatica, al sudore, al sacrificio e non solo in ambito sportivo.

E’ questa l’emozione con cui si apre l’annuale festa dell’atletica brindisina, organizzata dalla Fidal Brindisi, in collaborazione con il Comune di Latiano, in una location di tutto rispetto: il Teatro Olmi; scenario capace di catturare e regalare vibrazioni emotive impercettibili ai più, ma che solo un’atmosfera teatrale può.

Un’atmosfera carica di emozione, riscaldata dal commosso e doveroso ricordo del “nostro” Pietro Mennea: un atleta sì, ma un uomo del popolo prima di ogni cosa; cresciuto con la sana mentalità dell’onestà e del lavoro: merce rara, ormai, di questi tempi.

E’ così che, inevitabilmente, si fanno spazio nelle parole di autorità politiche locali ed autorevoli esponenti del mondo dello sport presenti all’evento, ricordi, auspici, speranze per ciò che potrà farsi affinché quelle parole possano e debbano divenire concretamente fatti.

I saluti di rito, le regole del classico protocollo, lasciano velocemente spazio ai protagonisti veri: gli atleti, i tecnici e le società, desiderosi di condividere i traguardi raggiunti in completa armonia, senza picchi di protagonismo, ma tutti insieme come una grande famiglia, andando al di là delle individualità.

Con grande gioia si alternano abbracci, baci, saluti sinceri e sorrisi pieni; gesti che vanno oltre i loro meri significati, ma che sono carichi di amore per una disciplina bistrattata, relegata ai margini, ma ritenuta giustamente la “regina” di tutte le altre pratiche sportive, poiché è essa che pone le basi di partenza.

E così si alternano sul palco grandi e piccoli, amatori e master: riconoscimenti per i singoli ed anche per le società.

Con viva emozione si assiste all’avvicendarsi, da un lato, di giovani e promettenti promesse, visibilmente commosse dinanzi ad una platea che li applaude sinceramente, rispecchiandosi nei loro occhi, nella loro grinta e nella loro determinazione; dall’altro di inossidabili e ardenti atleti, giovani nell’animo e nella passione.

Ed ecco il nostro momento…un sussulto alla chiamata “ATALAS”. Un’emozione immensa!

Le mani che tremano, gli occhi che lasciano trasparire una sincera commozione, il cuore che pompa neanche fossimo in gara; l’imbarazzo di quell’istante, la fierezza dell’ ennesimo risultato raggiunto.

La gioia che pervade l’animo, ma al contempo la consapevolezza del lavoro che attende, dei sacrifici che dovranno essere affrontati, delle difficoltà che si presenteranno.

Attimi in cui la mente procede spedita tra ricordi passati ed eventi odierni, tra ciò che è stato e ciò che dovrà essere.

Sì, ancora una volta l’Atalas tra le migliori società della provincia! Un riconoscimento di indiscutibile significato che va a premiare la costanza, la determinazione e l’umiltà di chi suda (gli atleti), di chi si spende (i tecnici), di chi lavora nell’ombra (lo staff dirigenziale).

Il riconoscimento di un unicum: il gruppo! Uomini e donne, ragazzi ed adulti, tecnici e non che quotidianamente non smettono mai di crederci sempre. Credere che la fatica ripaga, il sacrificio insegna e che la condivisione aiuta a crescere.

Il premio fra le mani strappa promesse silenziose, accresce la voglia di impegnarsi e di far bene, rende coscienti che l’umiltà paga e che il divertimento deve essere la regola imprescindibile del fare comune.

Con questi pensieri ci si avvia a vivere il finale di questo emozionante evento. Promesse, saluti e speranze la fanno da padrone.

La platea applaude soddisfatta, come al termine di un capolavoro teatrale. Uno spettacolo vissuto e sentito, in cui la mente ha goduto di ogni sfumatura, ha colto attimo per attimo battute e cambi di scena.

Un arrivederci al prossimo anno e…. giù il sipario signori!

Spazio alla realtà ora… al sudore e all’ impegno, unitamente al doveroso GRAZIE a chi ha contribuito a che ciò si avverasse e senza mai dimenticare di rivolgere il saluto più caro a chi è sempre con noi….

CIAO DOMENICO!

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